Emanuele Zappasodi

  • È professore associato di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università per Stranieri di Siena ed è vicecoordinatore del Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte, in convenzione tra i due Atenei di Siena. Si è laureato a Perugia e specializzato presso l'Università degli Studi di Firenze, dove ha conseguito il dottorato di ricerca con una tesi dal titolo "Sorores reclusae: spazi di clausura e immagini dipinte in Umbria fra XIII e XIV secolo", pubblicata nel 2018 da Mandragora. Dal 2015 al 2018 è stato assegnista di ricerca presso la stessa Università; in precedenza è stato borsista della Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi.
    I suoi studi riguardano la pittura italiana tra Duecento e primo Cinquecento, con particolare attenzione nell’Italia centrale e meridionale, su cui ha all’attivo diverse pubblicazioni in importanti riviste – tra cui Paragone, Prospettiva, Nuovi Studi - e in volumi miscellanei. Negli ultimi anni ha curato e collaborato a molte mostre temporanee, tra cui "Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento" (14 marzo – 14 giugno 2026); "L’enigma del Maestro di San Francesco e il dolce stil novo del Duecento umbro" anch’essa presso la Galleria Nazionale dell’Umbria (marzo – giugno 2024); "Reovir Cimabue. Aux origines de la peinture italienne al Musée du Louvre"(22 gennaio – 12 maggio 2025) "Álvaro Pires d’Évora. O primeiro pintor português", presso il Museu Nacional di Arte Antiga di Lisbona (2019-2020) e "Andrea del Verrocchio. Il maestro di Leonerdo" a Palazzo Strozzi a Firenze (9 marzo 14 luglio 2024).

  • Collezione: Comitato Scientifico